Ex Libris 395 (paura e potere)

È difficile, anzi impossibile, essere felici e soddisfatti quando si è impauriti e tormentati dall’ansia. Usare la paura come un capitale politico d’altra parte significa giocare con il fuoco. C’è sempre il rischio che la paura, usata per consolidare la posizione di coloro che detengono il potere, si possa rivelare controproducente: che possa incitare al dissenso e accendere la miccia della ribellione. Per prevenire l’autocombustione, il surplus di paura deve essere dunque opportunamente incanalato, tenuto lontano dal sistema di potere e indirizzato su altri obiettivi, che siano innocui. E per evitare che il calderone si surriscaldi ed esploda sono necessarie alcune valvole di sicurezza grazie alle quali scaricare il vapore eccessivo, che possono presentarsi sotto forme molto diverse. Per esempio nella forma di brevi ma intensi momenti di panico fomentati dalla minaccia, altamente reclamizzata, di rapinatori, accattoni invadenti, malintenzionati o pedofili appena rilasciati dalla prigione. Oppure come occasioni di partecipazione pubblica ai rituali di esclusione, fornite cortesemente e con regolarità dai reality show del tipo Grande Fratello. Oppure, ancora, sotto forma di allarmi ripetuti sull’influenza degli stranieri nella diffusione delle malattie e nell’incremento della criminalità (in questo senso i movimenti di estrema destra possono essere annoverati tra le valvole di sfogo più efficaci nel proteggere il sistema di dominio che si regge sulla manipolazione della paura: questi movimenti infatti allontanano le paure dal potere e simultaneamente rendono più profonda la fiducia nella sua onnipotenza). Si tratta di strumenti che si rivelano molto efficaci quando c’è bisogno di alleggerire le tensioni accumulate e di mitigare l’ansia (sebbene solo per un breve lasso di tempo).
In tempi di globalizzazione, orientare il risentimento verso i migranti è inoltre particolarmente contagioso. I migranti incarnano infatti in modo “perverso” tutto ciò che crea ansia e che incute timore in un periodo caratterizzato da una nuova assenza di certezze e dalle insicurezze provocate da “forze globali” misteriose, impenetrabili e imprevedibili. I migranti rappresentano i timori della mancanza dei mezzi di sussistenza, dell’esilio forzato, della degradazione sociale, dell’esclusione estrema, definitiva. dell’essere relegati in un “non-luogo” estraneo all’universo della legge e dei diritti, e in questo modo incarnano tutte quelle paure esistenziali subconsce o parzialmente consce che tormentano gli uomini e le donne di ogni società liquido-moderna. Scacciando i migranti, ci si ribella contro tutte le forze misteriose che minacciano ognuno di noi con lo spettro della sorte che loro patiscono.


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