Ex Libris 384 (barzellette in jazz)

David Amram racconta che per un certo tempo girava una barzelletta su Miles che a Miles piaceva al punto da raccontarla lui stesso:

Un tizio dice: “Ho sognato di sentire Miles Davis per tutta la vita. Ho risparmiato lo stipendio di un mese per riuscire a stare ad ascoltarlo per tutti i set della serata. Vado nel jazz club e Miles entra in scena vestito con un abito bellissimo, dà la schiena al pubblico e non suona una sola nota”. Poi l’uomo racconta che la stessa cosa era accaduta nel secondo set, allora si era rivolto all’amico che lo aveva introdotto alla musica di Miles e gli aveva detto: “Non ha suonato neanche una nota! Rivoglio indietro i miei soldi. Questa è tutta una fregatura”. E l’amico gli aveva risposto: “Non hai capito, non siamo qui per quello che suona, ma per quello che pensa!”.

[…]

Fra le varie barzellette su Miles un’altra era degna di nota: un fan del jazz muore e va all’altro mondo. Incontra San Pietro, che lo porta in un club buio, pieno di gente e con le cameriere annoiate. Tuttavia, quando il tizio vede che fra il pubblico ci sono Lester Young, Billie Holiday, Monk e Bird, dice entusiasta a San Pietro: “Ma questo è il paradiso!”. Poi nota una figura seduta all’angolo più nascosto del bar, vestita tutta di nero, con la schiena rivolta verso il pubblico: “E quello chi è?” chiede lui “Oh” risponde San Pietro. “Quello è Dio. Crede di essere Miles Davis”.


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