Ex Libris 363 (nuovi esseri)

Siamo testimoni della comparsa sulla Terra di nuovi esseri, che hanno già conquistato tutti i continenti e la maggior parte delle nicchie ecologiche. Sono gregari e anemofili, si spostano senza difficoltà su grandi distanze.
Ora li vedo dal finestrino dell’autobus, questi anemoni in volo, intere mandrie, nomadi del deserto. I singoli esemplari si tengono stretti alle piccole piante del deserto e svolazzano rumorosamente – forse è il loro modo di comunicare.
Gli specialisti dicono che i sacchetti di plastica sono un nuovo capitolo dell’esistenza, che rovesciano le antiche abitudini della natura perché sono fatti solo di superficie; all’interno sono vuoti e questa storica rinuncia a qualsiasi contenuto dà loro inaspettatamente grandi vantaggi evolutivi. Sono mobili e leggeri; le orecchie prensili permettono loro di essere agganciati a oggetti o alle loro appendici di altre creature e in questo modo di ampliare l’habitat. Hanno cominciato dalle periferie urbane e dalle discariche, e ci è voluta qualche stagione ventosa prima che arrivassero in provincia e nei deserti lontani. Fino a oggi si sono impossessati di una grande area del globo terrestre – dai grandi incroci autostradali alle spiagge ventose, dalle piazze deserte davanti ai supermercati fino ai pensi scheletrici dell’Himalaya. A prima vista sembrano delicati e deboli, ma è un’illusione – sono longevi, quasi indistruttibili; i loro corpi eterei impiegano circa trecento anni a decomporsi.
Non abbiamo mai avuto a che fare con esseri così aggressivi. Alcuni con esultanza metafisica pensano che sia nella natura del sacchetto occupare il mondo e conquistare i continenti; che sia una forma pure in cerca del proprio contenuto che però gli viene subito a noia e allora si rilancia subito nel vento. Sostengono che sia un occhio vagabondo, associato a un qualche irreale “là”, un misterioso osservatore che prende parte al panottico. Altri, quelli con i piedi più saldi a terra, pensano che l’evoluzione oggi promuova le forme sfuggenti, che si stabiliscono sulla terra temporaneamente, ma che allo stesso tempo si guadagnano l’onnipresenza.


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