Ex Libris 350 (farsi sempre riconoscere)

Foto del 24-07-19 alle 16.02

Alla CGD, quando si parlava di imparare qualche canzone, Giancarla mi diceva: “Vai alle Messaggerie e comprati le parti di piano.”
“Ma non ho il pianoforte a casa.”
“Non importa. Intanto trova le parti di piano, poi troveremo qualcuno che le suoni per te.”
E io andavo, anche se mi sembrava strano che non fosse la casa discografica a trovare quel che serviva alla cantante.
Finalmente qualcuno mi ha consigliato di rivolgermi direttamente alle edizioni RRR. E così ho conosciuto Mario Rapetti, l’editore in persona. La RRR praticamente importava le canzoni francesi del momento e i suoi parolieri ne facevano la versione italiana. […] Ricordo che, mentre ero nel suo ufficio, è entrato un ragazzo che, senza una parola, si è seduto su una poltrona in fondo alla stanza, alle mie spalle. Noi abbiamo continuato a parlare e Rapetti mi diceva che era lui stesso che, andando a Parigi, sceglieva le canzoni da portare in Italia, dove il pubblico di appassionati del genere era piuttosto limitato e selezionato. Ha aggiunto che in fondo era un rischio, un atto di coraggio per una cantante agli inizi dedicarsi a un repertorio così difficile e, praticamente, mettersi a confronto con i grandi cantautori tipo Trenet, Bécaud, Aznavour… Ma io non pensavo affatto di mettermi a confronto con loro. Io volevo semplicemente cantare delle belle canzoni che esprimessero quel che sentivo. Non era colpa mia se mi identificavo con le canzoni francesi, o con il jazz, più che con la nostra canzone di allora.
All’improvviso il ragazzo bruno, che prima era alle mie spalle, mi si è messo di fronte e, quasi aggredendomi, mi ha detto: “Ma scusi, sa, lei è italiana. Perché vuole cantare le canzoni francesi nella lingua originale, mentre ci sono ottime versioni italiane?”
Colta un poco di sorpresa ho risposto, quasi con la stessa veemenza: “Ho la fortuna di conoscere bene la lingua ed è per me una gioia cantare queste canzoni così come sono nate. Secondo me, anche se fatte molto bene, le traduzioni non possono mai – così come in letteratura – rendere giustizia al testo originale.”
Poi, rivolgendomi a Mariano Rapetti, ho aggiunto: “Allora, signor Rapetti, può farmi avere le parti di piano e parole originali di Douce France, Danse Avec Moi, La Seine e Simple Histoire? Pare che finalmente Teddy Reno me le farà incidere.”
“Ma certo, signorina, gliele faccio portare subito. Ah, e non faccia caso a mio figlio Giulio. Lui scrive testi e ha anche scritto la versione italiana di parecchie canzoni francesi quindi, lei capisce…”

 


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