Di orti sul balcone e di seminare alberi

Come qualcuno ricorderà dalla scorsa puntata, ci eravamo lasciati con un inizio di orto sul balcone e la volontà ferrea di avere tanti fiori. Bene. Anzi, benino.

Partiamo dall’orto vero e proprio. Delle zucchine, per esempio, mi si dice da tutte le parti che sono maledetti trifidi invasori che ti lanciano le zucchine stile sassaiola di insulti, quindi ho pensato ingenuamente che almeno dal lato zucchina sarei stata a posto per tutta l’estate. Devo dire che in effetti quelle sei zucchinine striminzite di cinque centimetri che ci hanno dato erano buone. Ora sono lì che languono, ma non mi pare che si stiano tanto affannando a riprodursi*.

I pomodori, dei pomodori già lo sapevo. Ho preso una pianta ad aprile per non finire come qualche anno fa, che per aver aspettato fine maggio ho colto i primi frutti a ottobre. In effetti i pomodorini ci sono, non tantissimi, ma ci sono. Ho iniziato a raccoglierli giusto ora. Però le piante di pomodoro hanno una bella caratteristica: si possono fare le talee dalle femminelle, ed è anche facile facile – se ci sono riuscita io…

Dal lato aromatiche ho finalmente trovato una menta che fa il suo lavoro di pianta invasiva che attecchisce in ogni dove. Non so come né se riuscirò a replicare il risultato, io intanto sto cercando di fare delle talee, sia da lei che da una non ben identificata menta spontanea che spunta tra i gradoni**. Vediamo. A proposito di talee, come ogni anno sto tentando di fare talee di ortensia, chissà se ci riuscirò mai.

Come al solito ho seminato un sacco di vaschette e di quei vasetti da vivaio, ma non ricordo più cosa. Stavolta avevo pure segnato i nomi sui bastoncini del gelato, ma il diluvio dell’altro giorno ha lavato via tutto. Vai così.

Invece volevo parlare anche di altre semine. Durante la stagione delle nespole quest’anno, complice Giogiò, abbiamo sparso noccioli ovunque, e ora disponiamo di ben tre minialberelli.

Di cui due, devo ammetterlo, nati e cresciuti senza alcun aiuto da parte nostra.

Cosa invece non troppo sorprendente è stata la nascita di un piccolo di olmo:

Il problema sarà piuttosto la crescita, gli olmetti sono abbastanza delicati. Finora non me ne è sopravvissuto nessuno, ma chissà che questa non sia la volta buona.

A tal riguardo (la semina di alberelli) vorrei però rimandarvi a un gruppo su facebook che tratta proprio di questo. Per consigli, richieste di aiuto, scambio di piantine, e perché no?, anche solo per riprendere un po’ di speranza tra tutte le orrende notizie che ci piovono addosso ogni giorno. Green revolution!

 

*Bisogna sempre fare attenzione ai frutti collaterali!

** Le strade del centro storico di Artena in questa stagione sono un tripudio di spontanee. Non solo menta e ortiche e parietarie, ma anche amaranto, cimbalaria, felci, tartassachi e cicorie varie. Un microecosistema indisturbato, gli operatori del comune tanto non vengono a pulire, non fanno disinfestazioni, non fanno manutenzione delle strade, noi paghiamo le tasse ma va anche bene così, oh, se loro non lo fanno avranno i loro buoni motivi, no?


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