Ex Libris 294 (Anarchy in the UK)


È solo una canzonetta, un vecchio successo sgangherato, un sottoprodotto, e Johnny Rotten non è nessuno, un teppistello qualsiasi la cui più grande impresa, prima di quel giorno del 1975 in cui fu visto in King’s Road a Londra davanti al Sex’n’Drugs di Malcolm McLaren, era stata di infastidire occasionalmente i passanti. È una presa in giro… e tuttavia la voce che la esprime rimane una novità nel rock’n’roll, una novità nella cultura popolare del dopoguerra: una voce che rinnegava le realtà sociali, e rinnegandole affermava che tutto era possibile.
Una voce tuttora nuova, perché il rock’n’roll non l’ha superata. Niente di simile si era sentito nel rock’n’roll prima, e niente si è sentito dopo, anche se, per un periodo, quella voce è sembrata a disposizione di chiunque avesse il coraggio di usarla. Per un periodo, come per magia – la magia del pop che traducendo in suoni gli avvenimenti sociali crea simboli travolgenti delle trasformazioni della realtà -, quella voce ha rappresentato una nuova libertà di espressione. Con infinite voci diceva infinite cose nuove. Accendere la radio era sempre una sorpresa, spegnerla una fatica.
Oggi quelle vecchie voci suonano commoventi e straordinarie proprio come allora, in parte per la violenza delle loro rivendicazioni, in parte perché sono rimaste sospese nel tempo. I Sex Pistols sono stati una proposta commerciale e una minaccia culturale, sono stati lanciati per modificare il business della musica e fare i soldi su questo cambiamento… ma Johnny Rotten cantava perché voleva cambiare il mondo. Come chi, per un periodo, ha trovato nella sua la propria voce. E dai pochi pezzi che questo gruppo ha lasciato, si può intuire che è andata proprio così. Mentre li ascolti ti accorgi che stai pensando: “Sta succedendo davvero”. Ma le voci rimangono sospese nel tempo perché guardando indietro non puoi dire: “È successo davvero”. Se si prendono come parametro le guerre e le rivoluzioni, il mondo non è cambiato; siamo fermi a un’epoca in cui, per dirla con Dwight D. Eisenhower, “mai ome ora, le cose sono come sono”. Analogamente, rispetto alle rivendicazioni totali scatenate dai Sex Pistols, nulla è cambiato. Lo shock prodotto da quella musica è diventato lo shock della consapevolezza che un avvenimento tanto eclatante sia stato completamente ignorato dal business. “Non stava succedendo davvero”. La musica tenta di cambiare la vita; la vita va avanti; la musica viene lasciata indietro; questo è quanto.


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