Ex Libris 126 (Le opere, i giorni contati)

Scomparsa

Nel genio precoce – quale appunto era Majorana – la vita ha come una invalicabile misura: di tempo, di opera. Una misura come assegnata, come imprescrittibile. Appena toccata, nell’opera, una compiutezza, una perfezione; appena svelato compiutamente un segreto, appena data perfetta forma, e cioè rivelazione, a un mistero – nell’ordine della conoscenza o, per dirla approssimativamente, della bellezza: nella scienza o nella letteratura o nell’arte – appena dopo è la morte. E poiché è un “tutt’uno” con la natura, un “tutt’uno” con la vita, e natura e vita un “tutt’uno” con la mente, questo il genio precoce lo sa senza saperlo. Il fare è per lui intriso di questa premonizione, di questa paura. Gioca col tempo, col suo tempo, coi suoi anni, in inganni e ritardi. Tenta di dilatare la misura, di spostare il confine. Tenta di sottrarsi all’opera, all’opera che conclusa conclude. Che conclude la vita.


2 risposte a "Ex Libris 126 (Le opere, i giorni contati)"

    1. Sì, poi il tema dello svanire questo periodo mi/ci interessa molto, anche per cose scrittorie. Sentivo ultimamente delle nuove su Majorana, che a quanto pare (da documenti emersi di recente) sarebbe in realtà vissuto poco dopo la scomparsa. Ma certezze non ve ne sono, ancora, mi sembra.

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